Incominciamo questo calendario dell’avvento parlando della ricerca dell’abito, sicuramente una delle cose più impegnative!

Da quando hai in programma di sposarti, tra ricerche (online e non) di location e fornitori, avrai anche avuto modo di farti un’idea dell’abito da sposa che potrebbe piacerti e di quello che invece escluderesti già in partenza.

Ti immagino dalla parrucchiera, mentre aspetti che la maschera applicata sui capelli agisca per il meglio, o nel cuore della notte quando le preoccupazioni sul lavoro ti tengono sveglia. Telefonino alla mano, sfogli siti e pagine social di atelier, immaginandoti con un abito, piuttosto che un altro.

Ogni fisico però richiede un diverso abito.

Come nella vita di tutti i giorni, non a tutte dona lo stesso modello di jeans: alcune di noi sono valorizzate da quelli a vita alta, altri da quelli con vestibilità più stretta nella gamba e così via. Sul mercato esistono differenti modelli di jeans, ed è raro trovare persone a cui non stia bene nemmeno uno, per non dire impossibile.

Lo stesso concetto vale per l’abito da sposa: pomposo, scivolato, a sirena, a tubino; le possibilità sono(quasi) infinite, e basteranno pochi accorgimenti per selezionare, tra tanti, quelli più adatti a te e al tuo fisico.

La donna triangolo o a pera

Come una pera, le donne che rientrano in questa categoria hanno fianchi più pronunciati, ma bacino stretto e vita sottile.

Nella scelta dell’abito da sposa, tieni a mente alcuni consigli:

• Valorizza e punta l’attenzione sulla parte superiore del corpo. Avendo i fianchi più larghi delle spalle, il tuo fisico risulta quindi sproporzionato. Per donargli equilibrio e proporzione devi trovare uno (o più) stratagemmi per ingannare l’occhio e far sembrare più larghe le tue spalle. Opta quindi per scolli a barchetta o per decorazioni importanti sulle spalle, come applicazioni di pizzo e strass.

• Scegli corpetti stretti e segna il punto vita. Evita però i vestiti a impero, quelli ripresi subito sotto il seno, che potrebbero farti raggiungere l’effetto opposto da quello desiderato.

• Sì agli abiti ampi(o ad A), a patto che la gonna parta dal punto vita e non dal bacino.

La donna a triangolo invertito

Al contrario della donna a pera, la donna a triangolo invertito ha spalle pronunciate ma bacino e gambe sottili.

Per dare equilibrio al suo corpo, dobbiamo quindi minimizzare la parte superiore ed enfatizzare quella inferiore.

  • Perfetti gli abiti ampi, con gonne vaporose e ben sostenute.
  • Fa al caso tuo anche una gonna a vita bassa, soprattutto se hai un seno molto prosperoso che rende il tuo busto visivamente corto. La vita bassa slancia il busto e, di conseguenza, l’intera figura.

La donna a rettangolo

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La donna a rettangolo è una donna magra e proporzionata, le spalle e i fianchi sono infatti della stessa larghezza. È poco formosa e il suo punto vita è poco evidente.

L’obiettivo è dare movimento alla figura.

  • Le balze, le ruches e la sovrapposizione di più tessuti danno volume alla figura, creando un bell’effetto svasato.
  • Anche spalle e schiena scoperte spezzano la figura e rendono più intrigante la silhouette.

La donna a clessidra.

Con seno prosperoso, fianchi larghi e punto vita segnato, la donna clessidra è stata eletta per anni come modello di bellezza.

La femminilità delle donne clessidra va assecondata:

  • seguendo le sue curve, senza aggiungere troppo volume. Evita quindi troppe balze e decori, non ne hai bisogno.
  • segnando il punto vita con uncorpetto aderente
  • con scollature ampie, ma non troppo profonde, per minimizzare un seno troppo prosperoso.

La donna a mela.

Spalle e fianchi sono della stessa larghezza, ma il loro punto debole è il giro vita, quasi completamente assente.

Dal momento che un punto vita assente non si può creare dal nulla, nemmeno con corpetti super stretti, lo stratagemma che si può mettere in atto è quello di allargare spalle e fianchi.

• Perfetta la gonna ad A, da evitare invece le gonne troppo ampie e ricche di ruches.

• Prediligere stoffa lavorata in diagonale, soprattutto all’altezza della vita, per slanciare quel “punto critico”.